ottobre 9th, 2008
Beh, ho sognato un mare senza fine di select su database SQL.
1. Passo per una persona molto taciturna. E’ che odio parlare di cazzate (eccetto che in questo blog, in cui si riversa l’accumulo di cazzate non dette).
2. Sono telefonofobico. Qualche strano meccanismo mentale mi porta a rifiutare il telefono come mezzo di comunicazione. Credo che dipenda dal punto 1 (è difficile essere taciturni al telefono).
Affidati a chi se ne intende. Tipo Madonna, insomma. Inscena una crisi spirituale e dichiarati fedele ad una religione che abbia almeno una di queste caratteristiche:
- una “k” nel nome (ma vanno bene anche j, y, w, x o una h non abbinata ad una c);
- un gadget distinguibile ma non invasivo (un braccialetto rosso è ben più discreto di un terzo occhio al centro della fronte);
- un vip nella compagine.
Se opti – toh! – per la kabbalah, non perdere “Diventare come Dio” o “Guida ai miracoli” o “Affari e kabbalah”, veri best-seller della categoria.
Mai visto un raffreddore così affettuoso. E’ più di una settimana che mi segue ovunque e so già che mi mancherà quando, tutto d’un tratto, mi renderò conto che se ne sarà andato. Sono fatto così, mi affeziono e provo nostalgia per chiunque e qualunque cosa.
Anche io sono tra quei milioni di idioti che da giorni canticchiano “No-oooon ti-i scooo-oordaa-r mai di-iii m-eeee”. E’ dai tempi di Salirò di silvestri che non mi sentivo così.
Ci pensavo oggi: ma l’ufficio stampa di Al Qaeda non è fenomenale? Pensate al grande, grandissimo Osama. Poche ma efficaci apparizioni hanno fatto di lui una superstar conosciuta in tutto il mondo. Video brevi e scarni che finiscono in tutte le tv del pianeta. E se l’11 Settembre non fosse stato altro che un’astuta operazione di marketing? E se a un certo punto si scoprisse che Al Qaeda non è un’organizzazione terroristica ma una catena di fastfood? E se quella che abbiamo visto fosse la campagna promozionale del primo romanzo dello scrittore Bin Laden Osama? Non è così improbabile, visto che Os (diminutivo di Osama, credo) si è laureato proprio in Economia e marketing all’università di Gedda. Questo rivaluta gli esperti di marketing, non è vero? A quanto pare, a volte, anche loro compiono delle buone azioni.

Hitler dipingeva paesaggi ameni. Saddam Hussein scriveva favole. Non so chi, mi pare Stalin, aveva il pollice verde. Ora, lungi da me il voler paragonare Ratzinger a questa gente, ma per me non cambia niente se lui ha un gatto che adora.
Appena ricevuto da Vodafone.
“SPOT – Attiva la parola di Giovanni Paolo II SMS e ricevi ogni giorno un SMS con una sua frase! Invia gratis un SMS con PAPA ON al 42246. Costo 25 cents a SMS.”
Uh.
La principale ragione per cui andrei in Cina è il procurarmi uno di quei modelli falsi di iPod, per il momento disponibili solo sul mercato interno in fase di test. Pronti per sbarcare su ebay, o in qualche angolo hi-tech dimenticato da Dio e dagli uomini, tra il PHILK-Dépil e gli immancabili orologi Casio.
Roba multifunzione, questi iPod cinesi. A casa, fungerebbero da comodo frigorifero (dimensioni: 195 x 60 x 65, classe energetica A, + 320 litri, volume alimenti freschi: 198 litri, autonomia conservazione senza energia elettrica: 19 ore, ripiani in cristallo antitrabocco). Se il frigorifero ce l’avete già, niente paura, fate come i cugini cinesi, implementate la funzione notte. Diventeranno uno stupendo letto (materasso permaflex anatomico, sette zone touch foam) con effetto cocooning garantito.
Potrei continuare ancora a lungo.
Non posso vantarmi di avere numerose conoscenze napoletane. Ma al mare, qui in Calabria, è molto semplice incontrare connazionali partenopei.
Notavo che in Napoletano gli anglismi e, in generale, le parole che finiscono con una consonante vengono accentati sull’ultima sillaba (pullmàn, decodèr, flippèr…), e i napoletanofoni veraci sanno che quando passano all’Italiano devono rimettere quell’accento sulla sillaba giusta per essere sicuri di non sbagliare.
Per questo, almeno sette Napoletani su dieci dicono Piazza Càvour.