agosto 20th, 2008
Parlo della celeberrima scrittrice di gialli interpretata da Angela Lansbury nel famoso telefilm La signora in giallo (il titolo originale in realtà è molto più cretino: Murder, she wrote, cioè Omicidio, lei scrisse). In questi giorni Rai Uno, evidentemente a corto di puntate del mitico ispettore Derrick – cioè il più depresso e alcolizzato poliziotto della storia dei serial televisivi: un vero mito – sta trasmettendo alcune puntate già viste della Signora in giallo.
Ecco una cosa che va detta subito: tutte le puntate della Signora in giallo sono già viste. Non esistono puntate nuove. Anche quelle inedite, se esistessero, sarebbero già viste. Ma non è di questo che voglio parlare. Rivedendo (eh sì, perché ogni puntata della Signora in giallo non si vede ma si rivede) alcuni vecchi episodi, mi è venuto da pensare alla situazione mentale della povera signora Fletcher. Mi spiego: la signora Fletcher ha assistito a un tale numero di omicidi che dovrebbe essere stata ricoverata già anni fa, in preda a un collasso nervoso. Nessun essere umano può assistere a tanti omicidi e vivere felice. Spesso, tra l’altro, le vittime o gli assassini sono persone che lei conosce o che ha appena conosciuto (compagni di viaggio, vicini di stanza in albergo..), un fatto, questo, che butterebbe giù chiunque di noi. Ma non la signora Jessica Fletcher. La signora è insensibile. Al massimo lei elabora tutto il dolore che ha accumulato negli anni curando il giardino della sua casa di Cabot Cove e scrivendo i libri gialli che l’hanno resa ricca e famosa. Dalla morte, avvenuta nei primi anni 80, del marito Frank Fletcher (sul cui passato, prima o poi, bisognerebbe indagare) fino ai giorni nostri, la signora Fletcher ha assistito a circa 264 omicidi. O almeno questo è il numero degli episodi di Murder, she wrote. Poi va detto che in alcune puntate c’è più di un omicidio, mentre, in altri casi, un solo omicidio è protagonista di più puntante. Insomma, il numero di omicidi, per quanto approssimativo, è comunque spaventoso: si parla di centinaia di morti ammazzati. Dunque a questo punto sarebbe interessante tracciare un profilo psichiatrico della signora Fletcher. Com’è possibile che, alla sua età, viva ancora felice dopo aver visto tanti omicidi? E poi, non so se ci avete fatto mai caso, ma perché dopo tanti terribili omicidi la signora Jessica Fletcher conclude ogni puntata con una fragorosa risata?
Prossimamente: “Dawson’s creek: Twin Peaks era Disneyland a confronto” e “Le frustrazioni sessuali di Ugly Betty”.





