luglio 27th, 2008
Qui, sullo stipetto della cucina, ho un vecchio numero di Marieclaire. Sì, uno di quei giornali fatti solo di rubriche. Due o tre rubriche, per la precisione, e bisogna andarle a scovare tra orde di pubblicità di moda, profumi e cremine varie. Ovviamente, tra una scarpa leopardata di Cavalli e un eau de toilette di Lancome, c’è anche la posta del cuore. E penso, senza farne il nome, a come possa sentirsi un uomo costretto a curare una rubrica di posta del cuore. Perché non può esistere un uomo disposto a triturare il suo testosterone in nome delle paturnie di un branco di appassionate di soap opera alla continua ricerca di una storia in pieno stile romanzo Harmony.
Ecco, costringerlo a rispondere ai quesiti adolescenziali delle sciampiste depresse che leggono Marieclaire senza potersi permettere neanche un laccio della scarpa di Cavalli, mi sembra una tortura atroce.
Liberiamolo.




