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settembre 22nd, 2008

H&M

Qualche constatazione su H&M.
- è il luogo dove compera chi deliberatamente vuole vestirsi male. Non so, per esempio: anarchici, scontenti della società, ecc. che per ripicca contro lo status imperante iniziano a diventare monumenti viventi del proprio sconforto e della propria ribellione (ma anche: chi vuol “Rendere la propria vita un’opera d’arte”, vedi D’Annunzio). Quello è il luogo ideale: macro stampe strampalate, tessuti incendiari, la fiera del sintetico, cose che cozzano tra di loro a più non posso, ecc.)
- com’è possibile che una linea di (argh) moda, svedese, mi offra un campionario fashion invernale così insensatamente leggero??? E perché, perchéé, la Svezia (nonostante la mia incrollabile simpatia per il Nord) prima sforna la mia amatissima Ikea e poi mi atterra subito dopo con H&M?? Mistero della fede.
- alla fine, il cliente viene preso per sfinimento: il caldo nei locali è così opprimente che ti viene voglia di strapparti di dosso il piumino e provare la prima maglia a maniche corte e stampa divano che ti capita tra le mani.

agosto 8th, 2008

Cose che non #1.

Mi fanno pena gli editori che accettano di pubblicare certe pubblicità, gli stilisti che gliele propongono ma soprattutto le teste che generano certe réclame di moda in cui la modella è una quindicenne bona.

La quindicenne bona generalmente è alta un metro e ottanta, rosea e bionda, ad un’età in cui i suoi coetanei lottano giornalmente con l’acne. La quindicenne è coperta dalla testa ai piedi di abiti bellissimi et costosissimi, che i suoi coetanei non solo non si possono neanche sognare di permettere, ma non potrebbero neanche portare a meno che non diventi in auge la paillette che fa pendant con il brufolo. La quindicenne bona, alta, sexy, vestita di Prada, NON RIDE MAI. Mai, ma neanche un sorrisino con l’angolo del labbro tipo Gioconda.

Perché ridere non dà l’idea giusta che il pubblicitario ti voleva dare, che sembra essere la seguente: “Ti guardo da questa pagina con distacco e anche con un misto di schifìo e alterigia, perché è quello che mi fai provare. Perché non ti sei ancora comprata il sandalo col tacco di bambù, ecco perché: ti rendi conto che sei una merda? Pussa via, raus, vattene nella prima boutique, presto! E brucia quella carta di credito, Essere orrendo che non ha ancora capito che solo col sandalo da 600 Euro potrai diventare come me: un’algida statua che non sorriderà mai più davanti a delle sneakers di sottomarca”