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settembre 30th, 2008

Quando il vento soffia nelle orecchie

Quando il vento mi spira nelle orecchie mi sento solo. Non è la bora di Trieste né il grecale dei velisti, ma uno dei tanti surrogati di scarsa qualità che congestionano la giornata di uno che si è svegliato presto e male. Senza bufera, un urlare di bufera variabile e indefinito. Mi si infila teso e gelido in un orecchio e dall’altro ne esce, flebile, impensierito. In quelle mattine in cui la sveglia non suona e mi alzo nervoso e già sbarbato; l’aria fredda che sibila: inverno! E il cappotto appeso nel corridoio che come un cane domestico chiede di essere portato fuori, fosse solo per pisciare col vento a favore. Una mattina senza la luce chiara che piove dal cielo limpido, la pelle d’oca sotto il pigiama, la condensa sul vetro del bagno, la colazione e la tv a blaterare tra sì e sì. Silenzio dentro e fuori. Prendo chiavi, cappotto e scartoffie, ed esco. Quando il vento soffia così forte che non riesco neppure a sentire me stesso pensare.

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settembre 29th, 2008

Segui il consiglio.

Meredith è diventata Mez, Samuele Lorenzi è diventato Sami, Tommaso Onofri è diventato Tommy, Gabriele Sandri è diventato Gabbo. Sperate che Studio Aperto non vi affibi mai un soprannome.

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settembre 29th, 2008

No remedios.

Bah, Giusy Ferreri soffoca QUALSIASI canzone decide di cantare. Se mi mettessi un cappio intorno al collo e un gatto attaccato alle gonadi riuscirei a cantare come lei. Notereste a malapena la differenza.

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settembre 28th, 2008

Breve guida verso la divinità #1

Affidati a chi se ne intende. Tipo Madonna, insomma. Inscena una crisi spirituale e dichiarati fedele ad una religione che abbia almeno una di queste caratteristiche:

- una “k” nel nome (ma vanno bene anche j, y, w, x o una h non abbinata ad una c);
- un gadget distinguibile ma non invasivo (un braccialetto rosso è ben più discreto di un terzo occhio al centro della fronte);
- un vip nella compagine.

Se opti – toh! – per la kabbalah, non perdere “Diventare come Dio” o “Guida ai miracoli” o “Affari e kabbalah”, veri best-seller della categoria.

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settembre 28th, 2008

Quando finisce l’estate

L’estate riesce a deprimermi. Non ricordo se è sempre stato così.
Trovo stimolante l’autunno. Vorrei un autunno perenne, dodici mesi di autunno, la gente che passeggia con piacevole lentezza per i viali, un vento leggero che sfiora il viso, le foglie che ingialliscono ed iniziano a cadere.
Un po’ di musica. E incontrare il sorriso degli occhi nocciola che amo.

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settembre 28th, 2008

Gianni!

Gianni!

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settembre 26th, 2008

E non ci lasceremo mai.

Mai visto un raffreddore così affettuoso. E’ più di una settimana che mi segue ovunque e so già che mi mancherà quando, tutto d’un tratto, mi renderò conto che se ne sarà andato. Sono fatto così, mi affeziono e provo nostalgia per chiunque e qualunque cosa.

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settembre 26th, 2008

Ben detto, Tolomelli.

Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Se davvero ha qualche cosa da dire, di interessante, chiudere i commenti. Non serve a nulla sapere cosa ne pensino gli altri. Soprattutto perché non c’è sponda, il mondo è costellato di persone che non sanno cosa vogliono, se lo vogliono e perché. I commenti aperti servono solo a ricevere insulti, basta un indirizzo email. Chi ha qualche cosa da dire troverà il tempo per scrivere lì. Ma è un bel filtro sulla stupidità.

Direi che il coinquilino ha ragione. Anche se, da queste parti, non siamo propriamente agli inizi.

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settembre 26th, 2008

Everything is calm

Questo è un periodo strano, ma strano davvero. Questo tempo storpiato procede a sobbalzi, così che bastano poche parole sconnesse per rimpiazzare una sequenza di pensieri. Tanto. Per me. In fondo in fondo, fa lo stesso. Si procede nutriti fisicamente e spiritualmente di surrogati. Si passa di dipendenza in dipendenza con fare disinvolto, ci si affeziona a tal punto della maglietta indossata al mattino che si finisce a letto senza neppure sbottonarla. E’ un piacere essere liberi di avere fede nella propria dipendenza: da caffeina, da nicotina, da virtuale o subreale, dal proprio habitat, dalle abitudini, da un qualsiasi succedaneo dei sunnominati stupefacenti. Confortano lo spirito in cerca di adattamento, gli lanciano un salvagente a cui aggrapparsi nel giorno di riposo degli ideali.

C’è tutta una filosofia del surrogato dietro la vita dell’uomo moderno. Mordicchia assorto il bastoncino di plastica trasparente con cui si mescola il caffè, dimenticandosi di tazzina e sigarette. Usa il blog come sostituto del soliloquio, ché non si sa mai, potrebbero prenderlo per pazzo. E farci una figuraccia. I post-it come surrogato del taccuino. Resta sveglio con la televisione accesa per non fumare ogni notte un pacchetto di incubi, ha paura del tumore alla psiche profonda, lui.
Quando cerca un’ideologia e non la trova, arriva a proclamare: un altro mondo è possibile, sì, ma non si abbandona mica facilmente il proprio pusher di carneficine e ipocrisie a buon mercato, sai i nuovi prezzi, che te lo dico a fare.
Da mancato fumatore, vado convincendomi che le palettine per il caffè non sono affatto male. Dfurfano anchfe un’ora pfrima di fpezzarsi.

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settembre 25th, 2008

Il nuovo programma di Mammuccari, che non so come si intitola.

Divertentissimo come una rettoscopia, o come un capodanno con Fabrizio Frizzi. Da vedere.

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settembre 23rd, 2008

La caduta del potere.

Dopo la caduta del potere 21/09/2008 uno dei nostri computer non
funzionano più correttamente.Carta Postepay e il codice dispositivo di sei mila
clienti memorizzati sul computer di backup sono stati persi.

BancoPosta ha temporaneamente sospeso il tuo conto.
Taluni restrizioni sono applicate fino a quando non ripristinare il tuo conto.

Vi preghiamo di cliccare sul link qui sotto per avviare il processo di restauro: LINK.

Uh.

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settembre 23rd, 2008

E me la ridarai indietro.

E canterò finché tu piangerai,
e canterò finché tu perderai,
e canterò finché tu scoppierai
e me la ridarai indietro.


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settembre 22nd, 2008

H&M

Qualche constatazione su H&M.
- è il luogo dove compera chi deliberatamente vuole vestirsi male. Non so, per esempio: anarchici, scontenti della società, ecc. che per ripicca contro lo status imperante iniziano a diventare monumenti viventi del proprio sconforto e della propria ribellione (ma anche: chi vuol “Rendere la propria vita un’opera d’arte”, vedi D’Annunzio). Quello è il luogo ideale: macro stampe strampalate, tessuti incendiari, la fiera del sintetico, cose che cozzano tra di loro a più non posso, ecc.)
- com’è possibile che una linea di (argh) moda, svedese, mi offra un campionario fashion invernale così insensatamente leggero??? E perché, perchéé, la Svezia (nonostante la mia incrollabile simpatia per il Nord) prima sforna la mia amatissima Ikea e poi mi atterra subito dopo con H&M?? Mistero della fede.
- alla fine, il cliente viene preso per sfinimento: il caldo nei locali è così opprimente che ti viene voglia di strapparti di dosso il piumino e provare la prima maglia a maniche corte e stampa divano che ti capita tra le mani.

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settembre 17th, 2008

Avanguardia pura.

Perché tuo padre, dopo quarant’anni è quiiiiiiiii!

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settembre 16th, 2008

Il cinico ubriaco.

Divertente leggere in rete le reazioni all’intervento di Vicky Gitto durante la BlogFest di Riva Del Garda. L’attentato di Bin Laden è “una grande idea” con un “tasso di creatività altissimo”: queste le parole che hanno fatto aizzare l’intera blogosfera. Partito il processo di quelli che ben pensano.

Siamo sempre stati quelli pronti a dispiacerci, per esempio, di fronte alle vittime dello tsunami del 2004. Ma siamo sempre quelli che in quel periodo pensavano solamente a cosa fare a capodanno. Con tutto il rispetto per la sensibilità (?).
Ed è sempre stato così. Il brutto vizio di ostentare una sensibilità solo in determinate occasioni. O solo quando fa comodo.

Ma alla fine penso a quanto sarebbe bello se questo popolo a cui apparteniamo, se non altro per comunanza di dicitura sulla copertina di un passaporto, ci desse una grande soddisfazione, e reagisse nei confronti dello scempio noto sotto il nome di Berlusconi con la stessa prontezza e compattezza plebiscitaria con cui ha potuto agire, nonappena glielo si è permesso, sulle parole di Gitto o sull’eliminazione di Man Lo dalla scorsa edizione del grande fratello.

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settembre 12th, 2008

Awakenings.

Io da piccolo ero introverso. Non timido, attenzione. Introverso. Avevo i fatti miei e non consideravo i miei coetanei all’altezza di comprenderli, o forse non ero sicuro dell’efficacia delle mie capacità comunicative, delle due l’una. Fatto sta che passavo per introverso, il classico bambino che – raggruppato con altri bambini – si trova un gioco che può fare da solo e se ne sta in disparte. Superata l’infanzia, con l’adolescenza sono diventato un kamikaze sociale. Dovevo uscire, dovevo conoscere, dovevo parlare, dovevo comunicare con quanta più gente possibile, mi buttavo di testa in qualsiasi relazione, in qualsiasi gruppo di persone che mi capitasse di conoscere. Ero l’amico di tutti, trovavo con chiunque uno spunto su cui basare uno straccio di dialogo e su questo un’amicizia. Finita l’adolescenza, ho chiuso di nuovo tutte le porte fino a tornare introverso. In pratica ho ricominciato a considerare gli altri non all’altezza di comprendere quello che dicevo, o ad avere paura dell’inefficacia delle mie capacità comunicative, delle due l’una. Ho selezionato le mie amicizie fino a ridurle al minimo indispensabile (adesso le mie amicizie si contano sulle dita di una sola mano e sono quelle passate intatte attraverso quasi un decennio) e riduco accuratamente i contatti esterni. A volte mi sento tanto come i protagonisti di Risvegli di Sacks, anche se loro saprebbero dire con esattezza quale è stata la fase migliore della loro vita. Io no, francamente. Almeno a livello sociale, chiaro.

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settembre 12th, 2008

Piano con i festeggiamenti.

Non sono ancora morto.

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settembre 9th, 2008

Cronaca della giornata tipo del Papa in vacanza.

Ore 6.00 – Il Papa si sveglia al canto del gallo.
Ore 6.30 – Il Papa poggia il primo piede per terra.
Ore 7.05 – Il piede tocca terra.
Ore 9.20 – Il Papa poggia il secondo piede per terra.
Ore 9.25 – Arriva la squadra di suore tedesche che si occupano di vestirlo. Il Papa viene vestito, profumato e lucidato. Inizia a girare per la casa.
Ore 11.40 – Al Papa appare la Madonna.

Ore 11.45 – Il Papa si accorge che non era la Madonna, ma che i vetri dello chalet sono davvero molto sporchi. Chiama un operaio polacco per pulirli.
Ore 11.50 – L’operaio polacco si presenta molto emozionato e spiega che, effettivamente, i vetri vengono puliti a ogni morte di Papa. Il Papa, spaventato, ordina che l’operaio venga bruciato all’istante.
Ore 11.51 – Padre Georg ricorda al Papa che, come recentemente dichiarato in Santa Sede, l’Inquisizione non si è mai resa responsabile di tutti quei morti… quindi meglio non iniziare proprio adesso.
Ore 11.52 – Il Papa si arrabbia con Padre Georg e gli dice che con lui non ci parla più.
Ore 12.00 – Il Papa vuole andare a fare una passeggiata. Lo accompagna Padre Georg, che porta con se la paletta e il sacchetto.
Ore 12.30 – A metà strada il Papa non ne può più. Si lamenta con Padre Georg di non averlo portato a Ibiza, come gli aveva promesso l’anno scorso. Padre Georg dice che l’aria di montagna gli fa bene. Il Papa progetta una bolla Papale contro le capre di montagna.

Ore 13.00 – Arrivano allo chalet giusto in tempo per il Tg1 dell’una e trenta. Il Papa resiste per un po’.
Ore 14.00 – Il Papa viene svegliato di colpo da Padre Georg. Dopo aver dedicato un’altra ode alla Madonna, stavolta di Medjugorie, si ricorda che è l’ora di Mtv TRL.
Ore 14.30 – Il Papa manda l’sms per richiedere il video di Caparezza. E, dopo aver detto “Mi piaze tanto Capa”, contempla soddisfatto la bellezza della vj Elena Santarelli.
Ore 14.40 – Il Papa viene messo a letto.
Ore 17.00 – Il Papa poggia il primo piede per terra.
Ore 17.20 – Il Papa poggia il secondo piede per terra.
Ore 18.10 – Il Papa si annoia. Così decide di dedicare qualche minuto alla meditazione.
Ore 18.11 – Si stufa di meditare. Allora decide di fare uno scherzo telefonico. Alza il telefono, fa il numero e dice “Pronto? Posso parlare con la signora Manzi? Tetta Manzi?” Mette giù e ride soddisfatto mentre Padre Georg scuote la testa.

Ore 19.00 – Il Papa si mette a pregare. Padre Georg si allontana un attimo e il Papa ne approfitta per guardare Studio Aperto.
Ore 19.05 – Dopo i primi noiosi minuti di cronaca, arriva la sua parte preferita: i vip in vacanza. Il Papa si rammarica che non ci sia un servizio dedicato alle sue vacanze, ma gli torna il sorriso quando vede il servizio dedicato alle vacanze di Melita del Grande Fratello.
Ore 20.00 – Padre Georg chiama il Papa perché la cena è pronta: “Habemus pappa”.
Ore 21.00 – Il Papa ode della musica provenire dalla valle. E’ la discoteca Cold Mountain. Il Papa ci vuole andare ma Padre Georg glielo proibisce tassativamente.
Ore 21.05 – Il Papa si arrabbia con Padre Georg e gli dice che con lui non ci parla più.
Ore 21.10 – In un impeto di rabbia il Papa detta un discorso contro le discoteche, il male dei giovani d’oggi, che il giorno dopo verrà pubblicato dall’Osservatore Romano e ripreso dal Corriere della Sera.
Ore 22.30 – Il Papa viene messo a letto dalle suore tedesche.
Ore 23.30 – Padre Georg e le suore tedesche vanno a ballare al Cold Mountain.
Ore 23.35 – A valle si sente un urlo disumano, in tedesci, provenire dalle montagne.
Ore 23.37 – Padre Georg e le suore tedesche intanto fanno il trenino sulle note di Disco Samba (EH MEU AMIGO CHARLIE CHARLIE BROWN CHARLIE BROWN O LE LE O LA LA).
Ore 23.45 – Il Papa decide di alzarsi per scrivere un’enciclica sulla musica dance rumena.
Ore 00.20 – Il Papa poggia il primo piede.

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settembre 9th, 2008

Per farvi capire.

Aveva un’aria talmente effemminata che se avesse preso in mano un martello avrebbe chiesto impaurito: “Uh? Ma come si accende?”.

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settembre 8th, 2008

Carriere alternative all’impiego bancario #1: il regista.

Beh, dovesse andarmi male in banca posso sempre ripiegare su decine di lavori alternativi. Un giovane creativo come me riuscirebbe tranquillamente a districarsi nella jungla del precariato affermandosi, per esempio, come regista di situation comedy.

Ho già in mente la miasituescioncòmedi di stampo americaneggiante. I personaggi saranno:
- il Papà Burlone;
- la Mamma Seriosa-Ma-Sotto-Sotto-Burlona-Pure-Lei;

e i quattro figli
- Jasmine, bella e desiderata da tutti;
- Penny, più sfigata e cozza della sorella, ma intelligente, amichevole e un po’ lesbica;
- B.J., che sta per Burlone Junior, il figlio che sfotte le sorelle e gioca a baseball;
- la dolcissima Sissy, la piccola di casa dolce come lo zucchero filato.

Naturalmente sbucheranno parenti da ogni dove [zii ricchi, cugini monelli, nonne invadenti, nonni che hanno fatto la guerra]. Gli episodi che ho già in mente sono questi, delle costanti dei telefilm a stelle e strisce.

- l’episodio in cui Mamma crede di essere incinta per l’ennesima volta. E’ un dramma. Il primo test è regolarmente positivo. Poi, o la donna scopre di essere daltonica e di aver confuso i colori oppure il test di gravidanza era scaduto, proprio quando tutti, anche la dolce Sissy, che all’inizio era molto contrariata, si erano abituatiall’idea di avere un nuovo ragnetto per casa.

- l’episodio della dislessia. C’è un bambino, Ben, amico di B.J., un po’ strano, sempre silenzioso. Dato che i genitori veri e biologici non se ne sono mai accorti, sono Papà Burlone e Mamma a portare il bambino dal Simpatico Dottore Di Famiglia. Dopo analisi approfondite, il Simpatico Dottore Di Famiglia scopre che il bambino è dislessico: inizia la lunga filippica dei genitori burloni, ma maestri di vita, sulla dislessia, i dislessici, le origini e le cause della dislessia.

- l’episodio della perdita della verginità. Arriva il giorno in cui la stupenda Jasmine, uscendo un sabato sera con un ragazzo fico dal nome tosto come Jason o Kevin, sente di doversi concedere. All’ingenuotta cosa viene in mente? Ma di dirlo a Mamma! Che è burlona, ma sotto sotto; in superficie è seriosa. Inizia così una nuova filippica, questa volta sul vero e puro amore, i sentimenti, gli sguardi, i bravi ragazzi, l’ingenuità, il sesso sicuro e la battuta sui sedili reclinabili.

- l’episodio della cozza. A casa arriva la bambina cozza, occhialuta, con i capelli raccolti, unti e pidocchiosi, magari un po’ gobba, con il neo peloso, vestita con i panni Vileda per la polvere usati. B.J., che è burlone, la chiama Frankenstein, la pesta con il calzascarpe in bambù e gioca a centrare il neo con le punte degli ombrelli. Mamma e Jasmine intervengono e la bambina, dopo una seduta dall’esorcista, diventa una gnoccolona sexy. Il bambino gliela chiede e lei le dice: “Ma vedi di andartene, ora io la vado a distribuire in giro a tutti tranne che a te, alla faccia di tua sorella che si fa fare le filippiche da tua mamma!”.

- l’episodio di Natale. Jasmine viene invitata dall’amico Brandon a passare il Natale a Baltimora in un appartamentino sul mare, Penny viene invitata dall’amica Lou [che veste con la camicia a quadri] a passare il Natale a Baltimora in un appartamentino sul mare, B.J. dagli amici a ballare l’hip-hop e la dolcissima Sissy dalle amichette per giocare alle Barbie. I genitori sono disperati, la famiglia si sfascia proprio il giorno di Natale. Ma, a Baltimora, Brandon viene pestato a morte da una lesbica, Lou viene arrestata dalla polizia di Baltimora per atti di teppismo, B.J. scopre che i suoi amici in realtà volevano ballare Chopin e le amichette di Sissy usano Barbie e Ken per fare delle cose strane all’interno del camper. I sei si riuniscono e così il calore della famiglia fa passare loro uno splendido Natale.

Applausi. Sipario.

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