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ottobre 31st, 2008

Convertitore temporale uomo-donna.

… perchè la divergenza è una scienza esatta.

A questo punto sorge spontanea una riflessione. No, perché, dovete sapere, io ho realizzato solo oggi che il tempo scorre in modo diverso per uomini e donne, o almeno è diversamente percepito. Qualche esempio:

Ti chiamo fra cinque minuti.
per lei significa: cinque minuti.
Per lui significa: dall’ora in su.
Nel tempo di attesa la donna si fa, nell’ordine, la paranoia del “non vuole sentirmi”, quella dello “starà al telefono con un’altra” e quella del “non chiamerà perché prima l’ho disturbato”, per finire con quella del “non valgo un cazzo, non mi ama”. Ovviamente lo stress ansiogeno non le permette di formulare ipotesi verosimili, come “starà lavorando”, “magari gli scappava” o più semplicemente “ha una diversa concezione del tempo”.
N.B.: i 5 minuti della donna possono protrarsi all’infinito quando si tratta di prepararsi per uscire.

Ci sentiamo dopo.
per lei: se non chiama entro due ore sono cazzi suoi.
per lui: devo ricordarmi di chiamarla entro domani.
Ora. Qualcuno spieghi che cazzo è “dopo”. Qualcuno quantifichi “dopo”, stabilite un “dopo” standard, come il metro, e mettetelo in qualche museo. Che ne so, una bella stanza da cui si esce “dopo”, per capire quanto sia. Così almeno, senza problemi, si potrebbe dire “ti chiamo dopo” o “fra due dopo”. Uno li conta e si mette l’anima in pace, almeno dopo quale “dopo” insultare l’altro.

Ci vediamo presto.
per lei: dai 2 ai 7 giorni.
per lui: dal mese e mezzo in su, e casualmente.
Io vorrei fare una proposta di legge che renda legale il linciaggio se la suddetta frase è proferita rivestendosi. In caso contrario, il quanto “presto” dipende da numerosi fattori. Tanto per citare i più eclatanti: gli hai rotto i coglioni per tutta la sera e/o weekend? preventiva all’attesa standard +20 giorni. Non gliel’hai data? +3 giorni. Se insisti +8 anni. L’avete fatto ma sa che ti stanno per venire? Matematico: +5 giorni. Gli hai rivelato di essere incinta? +10 anni.

Ti chiamo domani.
per lei: domani.
per lui: dopodomani.
In lei scatta il panico da attesa, specie se il giorno precedente ha avuto un match a duepiazze col tipo in questione. Agitata ed euforica allo stesso tempo, tiene acceso il cellulare tutta la notte con l’unico risultato di essere svegliata dall’sms pubblicitario di 2000SuonerieTop alle sei di mattina e di trascorrere il resto della fatidica giornata col mal di testa a grappolo e il nervo ottico shakerato. Dalle otto di mattina – decide – scatta il lasso di tempo nel quale la telefonata potrebbe arrivare. Alle dieci, pensa, forse ha paura di disturbarmi, in fondo chi gli dice che sono sveglia o che non sono impegnata in una mega riunione? A mezzogiorno è quasi ora di pranzo, quindi di sicuro aspetterà il break per chiamare. Sì, è così. Quando alle quattro la telefonata non arriva, mentalmente immagina il percorso della sua giornata e, pur di non perdere le speranze, è ben disposta a credere che la sua giornata lavorativa sia la più pesante dell’ultimo anno, che sua madre abbia avuto un attacco epilettico, che il notaio abbia chiamato rivelando una misteriosa ed improvvisa eredità e lui stia lì a firmare carte, che non si sia svegliato, che abbia la febbre, che aspetti perché si vergogna. Insomma TUTTO pur di giustificare il silente cellulare. Alle sei di sera i nervi di una donna che attende una telefonata sono ormai diventati rasta e inizia ad attuare spontaneamente la visione camaleontica: con un occhio svolge le regolari attività, l’altro si dissocia e punta fisso sul display del cellulare, che magicamente si illuminerà ogni cinque minuti perché la zia d’America, l’amica delle elementari, il tecnico della tv, l’assicuratore, l’ex sfigato, la mamma e la dogsitter per una strana congiunzione astrale hanno deciso di chiamare tutte quel pomeriggio. Lo stress si acuisce. Alle otto di sera, la donna è un fustino di turbe psichiche ambulante. Sa bene che, ammesso che chiami, ormai è tardi per invitarla ad uscire, e comunque è tardi in assoluto, e un uomo che invece di non vedere l’ora di farsi sentire aspetta le otto significa che non lo prendi più di tanto. Alle dieci si mette davanti alla tv col cellulare sul bracciolo. Svuota il barattolone di Nutella, se alle dieci e mezza lui non si fa ancora vivo aggiunge anche i Coco Pops e gode della schifezza pornoalimentare che sta ingurgitando. Alle undici e mezza andrà a dormire, ma non si addormenterà prima delle quattro. Il cellulare è lì, acceso, muto. Sibila un “vaffanculo” prima di addormentarsi.
Lui, nel frattempo, onestamente ci ha pure pensato a chiamarla, ma poi si è detto “meglio domani”.
Lei inizia a pensare a quell’analista bravo della sua amica Francesca.

Ti chiamerò spesso
per lei: non meno di 4 volte al giorno.
per lui: un giorno chiamata, un giorno sms, che si risparmia.
E guai ad azzardare una lamentela in proposito, o l’accusa diventa infamante: “sei troppo possessiva” o “non dipendere da me” o “ma non ti basta?” o il terribile “ma le tue giornate si svolgono in funzione delle mie chiamate?”. Anche in quest’ultimo caso è legale in linciaggio.

6 Commenti per “Convertitore temporale uomo-donna.”

  1. Midoux dice:

    più preciso di così… sei proprio bravo.
    una lettrice assidua che oggi ha avuto voglia di farti i complimenti.
    midoux

  2. Cioppy dice:

    quindi il “ci sentiamo una di ste sere con calma” dall’ex che mi ha appena mollata pur soffrendoci molto significa: “è stato bello ciccia, c’ho da fare. ci si sente a natale per gli auguri.”
    TI PREGO DIMMI DI NO!!!!

  3. spuzza dice:

    Son problemi questi !
    Quando qualcuno non mi chiama nell’orario stabilito dal mio cervello che proprio in quel momento vuole ricevere la chiamata, non mi faccio tanti problemi.
    Confabulo tra me e me giungendo a delle conclusioni: “Fottiti!”

    U_U

  4. Gaia dice:

    fatastico! poi il “ti chiamo domani ” è verissimo…
    se lui il “dopodomani” ti chiama tu sei talmente nervosa e talmente incavolata che comincia una seduta densa di recriminazioni. Lui a questo punto o ti manda a cagare oppure ride mentre ti arrabbi, dicendoti “sei bellissima quando ti arrabbi, ma perché stai facendo così? oggi che giorno è?….fastidiosissimo.

  5. Sidhe dice:

    Mi ha girato il link un’amica, forse per farmi capire che sto smaronando un po’ troppo… Sottoscrivo tutto in pieno!
    Ciao

  6. Juliaset dice:

    Un po’ stanchina del tuo prolungato blog-silenzio sto leggendo a ritroso…questo me l’ero persa. Bello!

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