settembre 1st, 2008
E’ arrivato il momento di parlare di Max Pezzali. Lo so, lo so, è come sparare sulla croce rossa. Ma c’è qualcosa di più divertente? Io non sono mai stato un estimatore degli 883 e di Max Pezzali, questo forse perché non ho mai avuto un trauma cranico e ho sempre cercato di somigliare più a un homo sapiens sapiens che a un organismo unicellulare. Anche se, a dire il vero, per ragioni anagrafiche e per l’ambiente culturale in cui purtroppo sono cresciuto ho rischiato di diventare uno dei suoi più grandi fan. Infatti dove vivo ascoltavano tutti gli 883, qualcuno Ligabue e qualcun altro – i più trasgressivi – Vasco Rossi.
Ma il poeta maximo della mia generazione è stato senza dubbio il signor Pezzali Max, con versi memorabili come “Là le tipe ci aspettano/ Oh ragazzi tranqui questa è una botta sicura”(da “Rotta per casa di Dio”). E’ chiaro che la musica di Max Pezzali fa cagare, di questo penso ne siano consapevoli anche i fan più sfegatati, ma a loro piacciono soprattutto i testi, perché sono “profondi e parlano veramente di te” (me l’ha detto una fan). C’è chi addirittura dice che “la musica degli 883 è stata la colonna sonora della mia vita” e rispondere semplicemente “che vita di merda” è assolutamente sbagliato, anche se nella maggior parte dei casi è vero. Però.
Siccome un po’ di decenza nonostante tutto ce l’ho pure io, non riporto qui il testo di “Mezzo Pieno mezzo Vuoto”, ultimo successo di Pezzali, anche perché scommetto che lo conoscete tutti. Se non lo conoscete cercatelo e, dopo averlo letto, ditemi come è possibile che un uomo della sua età – Max Pezzali è ormai vicino ai 40 anni, anche se ne dimostra novecentocinquanta – riesca a scrivere testi che neanche una mia cugina ipotetica di quattordici anni riuscirebbe a scrivere.
(A mia cugina, per inciso, Max Pezzali fa cagare. Lei ascolta Avril Lavigne perché pensa sia una ribelle rock, ma io le ho spiegato che la bella Avril non è altro che un prodotto di Mtv, una Britney Spears in versione pseudo-rock per giovinetti alternativi che ripudiano il pop più palesemente commerciale. A quel punto mia cugina mi ha mandato a cagare e ha sparato a tutto volume Avril Lavigne. Un gesto molto rock ‘n’ roll).
Insomma, il target di Max Pezzali è quello delle adolescenti alle prime mestruazioni, e lui ormai è quasi in andropausa. Le sue fan si tingono i capelli, lui li perde. Le sue fan si sono appena messe l’apparecchio, lui è vicino alla dentiera. Le sue fan sono alle prime esperienze sessuali, lui alle ultime. Eppure le conquista, riesce a dire esattamente quello che loro vogliono sentirsi dire, ingabbiando le sue banali verità in una melodia inutile e sempre uguale, che non delude mai.
La questione a questo punto è: Max Pezzali: un genio o un cretino? E’ un cretino perché alla sua età è ancora ossessionato dai ricordi delle medie – la compagna di banco, il primo bacio, la pizza con gli amici, in motorino sempre in due – queste minchiate assurde che tutti abbiamo cercato o cerchiamo ancora di rimuovere, oppure è un genio perché – cinicamente – riesce a dare ai suoi fan esattamente quello che vogliono, cioè testi banali per adolescenti poco svegli?




